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Informazioni generali sulla Grotta di Bocca Lorenza

L’itinerario Archeologico Didattico alla grotta Bocca Lorenza è stato inaugurato nell’anno 2000, dopo gli interventi realizzati all’esterno e all’interno della grotta di messa in sicurezza e di dotazione di strumenti didattici. L’escursione, guidata da operatori/speleologi del Museo ha l’obiettivo di far conoscere ai ragazzi la grotta sotto diversi aspetti.

 

Tempo necessario per una visita guidata: 3 ore
Costo: € 60,00 per ogni entrata in Grotta (massimo 30 persone)

 

Gli argomenti presentati sono:

- ritrovamenti archeologici effettuati all’interno della grotta;
- osservazioni sulla formazione di
stalattiti e stalagmiti;
- osservazioni sui
pipistrelli e sugli aspetti botanici;
- informazioni sulla
leggenda relativa all’origine del nome “Bocca Lorenza”.

La grotta di Bocca Lorenza è un’ampia cavità profonda circa 36 metri, posta sul fronte meridionale del Monte Summano, a un’altezza di 387 metri s.l.m.

Entrata della Grotta Bocca Lorenza

Linee Interpretative:

Nonostante i dati sul contesto stratigrafico riscontrato all’interno della grotta siano molto esigui e di incerta lettura, il complesso dei ritrovamenti e la localizzazione della grotta in zona pascoliva consentono di formulare alcune ipotesi interpretative sul suo utilizzo nelle varie epoche:

  • ricovero temporaneoper gruppi di pastori durante il tardo Neolitico (fine IV/inizi III millennio a.C.), l’età del Bronzo (XVI/IX sec. a.C.) e le età tardo-antica, medievale e moderna (IV/XVII sec. d.C.). Questa linea interpretativa è avvalorata dai numerosi frammenti di vasi di uso domestico, tra i quali ricordiamo le mastelle in ceramica pettinata di età medievale, usate come contenitori per alcuni tipi di cibi, per esempio il latte;

 

  • grotticella sepolcrale durante l’Eneolitico (metà III millennio a.C.). Questa ipotesi è suffragata dal ritrovamento di ossa umane, alcune parzialmente combuste, riferibili a più sepolture a inumazione, alle quali possono essere attribuiti, come corredo, i vari oggetti di ornamento ( denti di animali forati, schegge di osso, conchiglie forate), le tre asce piatte in rame, un’olla con grandi anse a nastro decorata a cerchielli impressi e vari strumenti in selce. Tale uso sepolcrale trova confronti con grotticelle e ripari sepolcrali collettivi del Veneto, del Trentino e della Lombardia;

  • grotta con uso cultuale durante la seconda età del ferro (V/I sec.a.C.). L’uso cultuale, peraltro non infrequente per le grotte in età protostorica, appare documentato dal ritrovamento di vasetti miniaturistici e di vasi fini in argilla cinerognola.

 

Modalità di ritrovamento;

Agli inizi del ‘900 avvennero i primi rinvenimenti casuali. Nel 1909, nel 1930 e agli inizi degli anni Sessanta vennero effettuati dei saggi di scavo che riportarono alla luce manufatti in ceramica, selce, osso, corno, metallo, attualmente esposti in parte nel Museo Archeologico dell’Alto Vicentino, in parte nel Museo di Santa Corona a Vicenza, in parte conservati nella collezione privata Cibin-Gori.

 

Materiali:

I reperti, anche se piuttosto frammentari, sono riconducibili a varie forme e documentano una lunghissima frequentazione della grotta, dal Tardo Neolitico all’età moderna. Riportiamo di seguito alcune foto di reperti, indicandone la tipologia e il nome.